Trovandosi a tratti

Si sveglierà e si stupirà di avere in testa un nome nuovo.
Poi richiuderà gli occhi pensando che avrebbe dovuto dormire ancora.

Uscirà incontrando gente con il sorriso incerto, con lo sguardo basso. Altri avranno strette forti e parole rassegnate.

Guarderà interni di vite, foto appese di speranze, ricordi inutili.

Dovrà farseli scivolare addosso cercando di non pensarci.

Sentirà aliti di caffè vicini in confidenza; dopo le sirene della sera odoreranno di vino su occhi liquidi.

Vedrà carte che indicano esistenze, che vantano diritti. La rosa dei venti le farà fare un sorriso, incontrare ricordi.

Ripenserà a quel nome, si chiederà se si è sbagliata, se sia sbagliata.

Si risponderà di sì con rassegnazione alla seconda domanda.

Tornerà a casa troppo tardi, e comunque troppo presto per sognare.

Guarderà i figli sentendosi in colpa di non esserci stata, di volere solo che vadano a dormire.

Sentirà l’angoscia di un giorno andato cercando di mettere insieme la cena.

Cercherà se stessa sotto le coperte, tra le lenzuola.

Trovandosi a tratti.
 

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Doccia a doccia

Si nasce nell’acqua.
A volte ci si muore pure, per poi rinascere nuovamente, sempre uguali, ma un passo oltre, un passo avanti e il sorriso aperto.

Nudi, con tutte le cicatrici addosso e i perché rimasti inspiegati.

Nudi sotto quest’acqua che toglie il respiro e si porta via tutto, valanga improvvisa, almeno per un po’.

Nudi fuori, forse meno dentro, che non è mai facile, che non paga come dovrebbe, un tanto al chilo.

E scivola sui nostri corpi di d’annunziana memoria, più reali che silvani. 

Ha strappato un sorriso, ricucendo quello strappato.

Sorridevo, sì. 
Pure tu.