Blanc de nuit

Chiudi gli occhi.

Più forte.
Tienili chiusi, vedrai che passerà tutto.
Vedrai, fidati di me.”

Ma non era successo, non cambiava nulla. Mai. Non bastava chiudere gli occhi e sognare di essere altrove: dalla cucina provenivano ancora le urla isteriche di mamma e i pugni che batteva sul tavolo, un tam-tam inascoltato. In risposta le frasi secche e dure di papà. Ognuno feriva a modo suo, com’era capace, come gli veniva meglio.

Ad Elena sembrava che ogni notte succedesse sempre la stessa cosa, che i suoi litigassero, o per un motivo o per un altro. Ormai le sapeva a memoria quelle urla, quelle recriminazioni. Erano sempre le stesse, gli stessi punti di vista spaiati. Le stesse mancanze, disattenzioni, piccole coltellate inferte al rapporto, poi alcool etilico buttato sopra per ferire di più sul momento, disinfettare, ricominciare.
Se ne stava con gli occhi chiusi, sotto le coperte, con solo le palpebre che la dividevano dal mondo. Come minuscole saracinesche che la proteggevano dall’odio che i suoi si vomitavano addosso. Fantasmi di colore continuavano a farle compagnia da sotto le ciglia; immagini inconsistenti che sfociavano con il tempo nel bianco latte, la sua luce nella notte, il tunnel che le sarebbe piaciuto attraversare, che l’avrebbe portata nel suo luogo felice, che sembrava lì, talmente vicino da intravedere l’azzurro cielo, in lontananza. 

Elena, immersa nel buio, strizzava ancora di più gli occhi, magari sarebbe capitato anche a lei come in quel telefilm con il genio che sbatteva le palpebre e faceva avverare qualsiasi cosa. Avrebbe stretto più forte gli occhi e mamma avrebbe smesso di urlare. Ancora più forte e avrebbe visto papà sciogliere le braccia da davanti al petto per abbracciare mamma. Strizzarli fino a farli lacrimare e si sarebbero voluti bene. Come nelle favole.
Il buio era denso. Trappola vischiosa per i suoi pensieri negativi. Il mattino dopo avrebbe voluto svegliarsi già grande, liberata dal ruolo di spettatore muto di un brutto film.

E il mattino dopo sarebbe stata veramente più grande, avrebbe capito che la magia, no, non esiste.

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2 thoughts on “Blanc de nuit

  1. silvia ha detto:

    Purtroppo molto realistico….

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