Elogio del pompino

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Un pompino non è mai banale: né per chi lo riceve, né per chi lo fa.

Una tana calda e umida che ti accoglie, coccola, eccita, consola; la bocca aspira, pompa, lecca, bacia, sugge, lambisce, cercando di dare il massimo piacere e, nel contempo, di riceverne.

Non era la bocca la prima forma di piacere per Freud? La cosiddetta fase orale. La suzione infantile: tutto il mondo di un bimbo racchiuso nel piacere delle sue labbra, nel ricevere il cibo, la vita stessa, succhiando latte dal seno materno, ma anche tutto l’amore e la consolazione possibile, anche col pollice o col ciuccio, che proteggono dalle paure, dalle solitudini e dalle delusioni. Infine la scoperta del mondo, mettendo ogni cosa in bocca, per appropriarsene: “perché esisto solo io, ho bisogno solo io, tutto deve passare da me per capire, dare confini, fare esperienza e, tutto sommato, crescere”.

Ma senza scomodare la psicologia, un pompino, farlo e riceverlo, stimola un piacere sicuramente diverso tra chi ne è esecutore materiale e chi ne viene fatto oggetto, anche se entrambi, in questo atto, trovano la perfetta unione.

Un pompino, per chi lo fa, sopperisce all’ancestrale bisogno di auto-affermarsi, possedendo egoisticamente con il proprio organo principale, la bocca appunto, l’altro.

Perché in realtà, chi domina chi? Chi viene spompinato o chi spompina? Domina chi decide il ritmo e l’intensità del piacere, o chi lo prova? Ed è sottomesso chi è in ginocchio con in mano, pardon, in bocca, la chiave per il godimento, o chi è subordinato all’altro per riceverlo?

Bisogna riconoscere che, essere il centro delle attenzioni, captare ogni parola che la bocca dice senza parlare, solo con la pressione più o meno intensa delle labbra, è beatitudine pura.

Ed è senz’altro vero che il sesso è una forma di comunicazione, ma in quello orale, a dispetto del nome, si comunica senza parlare.

(Da Faccia di pietra- di Itacchiaspillo – ed. Attimi Infiniti, uscita n. 18) 

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28 thoughts on “Elogio del pompino

  1. rodixidor ha detto:

    Caspita.
    Sei riuscita ad essere poetica, ironica, profonda, divertente, leggera. Non aggiungo niente “nel merito” perché sarebbe di troppo. Mi piace l’ossimoro finale: si comunica senza parlare. 🙂

  2. Domenico Aliperto ha detto:

    a leggere m’è quasi parso di riceverne uno

  3. Sephiroth ha detto:

    Dovrebbero metterlo sui libri di scuola!! 😂😂😂

  4. tramedipensieri ha detto:

    Ohhhhhhh…….😀☺️

  5. Beh, mica male… il tuo scritto s’intende 🙂

  6. pennilein ha detto:

    Poi ci sono quelli che ti spingono la testa avanti e indietro e rovinano tutto quello che c’era di poetico

  7. ©blu ha detto:

    Una descrizione cattedratica ed emozionale… splendida!

  8. ilblogsenzafaccia ha detto:

    Ciao, ieri ho letto il tuo libricino Faccia di Pietra. Lo trovo davvero ben fatto, ben scritto, in grado di raccontare bene i fatti e le emozioni ma lasciando anche spazio all’immaginazione. Non ci sono pregiudizi o giudizi di sorta, e trovo che questa sia la cosa che più ti permette di leggere con libertà un racconto di questo tipo. Brava!😊

  9. movimentoamore ha detto:

    mi è piaciuto tantissimo.. sei stata ironica al punto giusto..è un discorso che non tutti vogliono affrontare quando è una cosa naturale! ho letto nei commenti del tuo libricino e non vedo l’ora di leggerlo 🙂

  10. movimentoamore ha detto:

    mi sono catapultata su amazon ma non so se è il libro giusto..mi puoi dire dove posso trovarlo?

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