Il mondo era tutto lì

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Il mondo era tutto in quei pochi centimetri che li dividevano dal bacio. Tutto lì, in quel momento sospeso, come un nuotatore prima del salto dallo scoglio più alto. L’attimo prima di salire sul predellino del treno, prima del fischio e del semaforo verde. Un mondo racchiuso tra l’incrocio degli sguardi, le labbra socchiuse, la lingua pronta a lottare per perdere.

Perché letteralmente si perdevano.

Non esistevano che loro e le loro labbra, il caldo umido della bocca, a volte i denti che si toccavano, piccoli “ding“, i concorrenti all’angolo, per riprendere nuovamente le misure. Il sapore dell’uno e dell’altra che si mescolava per crearne uno nuovo, unico, irripetibile. E i baci erano sempre un viaggio senza ritorno, di cui si conosceva il punto di partenza, ma raramente si intuiva l’arrivo.

Tornavano confusi, immersi in pensieri vischiosi di corpi allacciati, sospiri, morsi, carezze, spinte, graffi, grida, orgasmi, con la mappa persa durante il tragitto e rare foto a ricordo.

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6 thoughts on “Il mondo era tutto lì

  1. rodixidor ha detto:

    Bello come sempre.
    Mi sovviene però un interrogativo sul lessico. Come mai hai usato la terza persona nel testo e non la prima che avrebbe avuto più presa emotiva e meno distacco ? Non so se c’è un motivo.
    Ciao.

  2. movimentoamore ha detto:

    bellissimo 🙂 e d’accordissimo che si conosce il punto di partenza e mai quello del ritorno… 🙂

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