Eros

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Eros era un uomo con spalle larghe da nuotatore e occhi chiari, difficili da guardare senza abbassare lo sguardo.

Poi la descrizione da romanzo finiva lì; portava la frangia alta, come amava dire, parlando dei suoi pochi capelli e aveva la pancetta coltivata alzando birre in ripetizioni da otto e serie da tre, al venerdì, con gli amici.

Il sorriso era la parte migliore, di quelli con aperti pure gli occhi e i denti bianchi stesi al sole.

Nascondeva insicurezze dietro silenzi improvvisi, per non mostrarsi vulnerabile al mondo.

E fu nelle rughe sotto gli occhi che trovai posto. Come fossero un’amaca stesa tra il prugno e l’albicocco del giardino.

Restai lì per molto, anche quando non avrei più dovuto. Ma in fondo non disturbavo poi tanto, chiedevo solo una carezza al mattino, quando staccava con i polpastrelli i sogni notturni, e una la sera, prima di immergermi nei suoi tanti sogni.

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4 thoughts on “Eros

  1. lamelasbacata ha detto:

    Uno scritto splendido. Mi ha incantata.

  2. rodixidor ha detto:

    Un eros delicato, intimo e di intese. Bella l’immagine della amaca stesa fra due alberi di frutto dolce, fra le rughe.

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